LA MIA CRITICA INTERIORE

quando parli con me ricordati, se puoi, che io contengo molteplici ruoli e altrettante voci che si accavallano nella mia mente. quando mi chiedi ‘come va?’ c’è sempre, o quasi, qualcun* che dice sottile in sottofondo: ‘come puoi dire che stai bene!? una persona che sta bene non ha in capo una scopa come hai tu adesso, ne’ quell’ammasso di pensieri informi dentro la testa… e come fai a dire che stai male? tu non hai idea di cosa voglia dire stare male…’

durante una sessione dell’intensivo di Process Work abbiamo affrontando l’argomento ‘critic* interiore’. ognun* ha dato volto al* propri* critic*, e poi una voce, un’andatura: qual è l’essenza del suo messaggio? come emerge e affetta la quotidianità delle nostre relazioni? l* abbiamo fatt* comunicare tra di loro, abbiamo riso e pianto della loro insensatezza e della loro verità, ci siamo chiest* dove hanno origine e che potere abbiano nelle nostre vite.

il seminario continua e loro sono tutt* lì, appesi ad un muro, come maschere di carnevale, come trofei, come promemoria. non c’è alcun processo che sia esente da una di quelle voci, ma l’aver sperimentato che come una maschera si possono tanto indossare quanto togliere, è molto liberatorio.

anche il critico è un ruolo, tra le mie sub-personalità quanto nel gruppo, e in quanto tale ha bisogno dell’energia di più persone per poter vivere, ma ogni persona è molto più di un solo ruolo.

io, con sorpresa, ho scoperto che la mia critica è una donna. l’ho chiamata miss perfettina

è bellissima, intelligente, coinvolta nel sociale, grande archittetto, amante della natura, ha un compagno e divers* figl*, sa quello che vuole dalla vita e non sbaglia. mai. i suoi passi sulla terra sono decisi ma gentili, il suo sguardo fiero ma umile, le sue passioni sincere ma composte. vive le relazioni intensamente ma con distacco, ha uno sguardo d’insieme sul mondo e adora i dettagli. lei è semplicemente P E R F E T T A.

e non perde occasione per ricordarmi di quanto io sia invece lenta, svogliata, grassa, bruttina, insicura, troppo emotiva, poco interessante, ingenua, superficiale, inutile, dipendente, eccetera eccetera (la lista è lunghissima e pressochè scontata)…

penso allora alla comunità che vorrei, in cui ognun* è in grado di distinguere la propria voce da quella del* critic*, ascoltarla, e decidere consapevolmente, in base al momento, se mandarl* a fanculo o ascoltare il messaggio che porta con se’…

quindi, continua a chiedermi come sto, sapendo che miss perfettina non si zittisce mai.

critico interiore

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