complessità e semplicità

un paio d’ore di coincidenza a Roma: troppo tempo per star seduta ad un caffè, troppo poco per un giro lontano dalla stazione… quale miglior occasione di respirare un po’ di Santa Maria degli Angeli??

e mentre camminavo sotto quelle volte a crociera, ricordandomi delle gite universitarie di storia dell’architettura, mi ha colpito la forza straordinaria di quel luogo. in particolare come l’antica struttura romana (la chiesa nasce sulle spoglie delle terme di Diocleziano) sia stata esaltata dall’intervento di Michelangelo.

la semplicità degli spazi, la grandezza e la pulizia delle volte, incorniciati da un manierismo denso e sensuale.

e allora pensavo alla magia della diversità, del contrasto. di come elementi così differenti tra loro possano dare origine a tanta bellezza.

ed è proprio in quella linea di confine, quel limite che è come un abbraccio, che io vedo il potere del cambiamento. l’umiltà dello stare insieme. il rispetto. il reciproco sostegno. l’amore.

complessità e semplicità

complessità e semplicità

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lascio andare

ottobre, autunno.

tempo di tagliare ciò che non serve:

quei rami diverranno calore nelle fredde notti d’inverno,

sono solo d’intralcio, e rischio che prendano fuoco addosso.

allora lascio andare i ricordi che mi tengono ancorata ad un passato che non è oggi.

lascio andare le aspettative di un futuro che non è ora.

lascio andare l’idea che ho di me.

lascio andare la bambina perfetta che ogni genitore vorrebbe.

lascio andare nel fuoco che tutto trasforma la foto di un amore perfetto. lo faccio nel lavandino di una lamia pugliese. l’odore della carta bruciata rimane tra le dita, nell’aria. così come l’odore dell’amore.

voglio morire ogni giorno, tra queste fiamme.

e rinascere sempre più nuda.

lasciar andare