Abbasc e menele: preparandoci alla progettazione

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E’ incredibile quante cose si possono fare in un giorno! Oggi Javier di Altekio, io e Comunitazione abbiamo programmato i prossimi giorni di progettazione partecipata nel quartiere Abbasc a Menele di ceglie Messapica (pur rimanedo apert* all’imprevisto),

acceso le scintille dei nostri sogni e ne abbiamo trovato le essenza comuni (che è la base per costruire comunità),

condiviso passioni e dubbi (meglio fuori che dentro, dico io….),

massaggiato le schiene reciprocamente (per non rimanere sempre e solo nella testa),

trovato dei momenti di condivisione più intimi (se non altro nelle file per andare in bagno nei breaks) ,

giocato per comprendere che in gruppo ogni oceano può essere affrontato (compresi tutti i suoi squali…),

creato artistici e potenti totem con materiali riciclati in qua e là per il teatro comunale (nessun rituale woodoo, ma momenti che ci aiutino a ricordare perchè stiamo facendo tutto questo),

fatto un sacco di pause mangerecce (in classico stile cegliese),

celebrato gli ottimi risultati raggiunti (che se il proceso non è divertente, non è sostenibile).

Una giornata che è per me uno specchio dell’intero processo, che nel micro ci sta il macro e nel macro ci sta il micro.

Ecco, siamo pront* per i prossimi giorni di progettazione partecipata nel quartiere (di cui forse alla fine del percorso avrò imparato a pronunciarne il nome!).

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La festa dei Talenti

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Osserva l’esistenza e la sua abbondanza: che bisogno c’era di una così grande varietà di fiori? Le rose sarebbero state sufficienti, ma l’esistenza è abbondante: milioni e milioni di fiori, milioni di uccelli, milioni di animali, tutto in abbondanza!

La natura non è ascetica: danza ovunque, negli oceani, fra gli alberi. La natura canta dovunque, nel vento che soffia attraverso i pini, negli uccelli.

Che bisogno c’era di milioni di sistemi solari e che ogni sistema solare avesse milioni di stelle? Sembra non ce ne fosse bisogno: se si trascura il fatto che la natura stessa dell’esistenza è l’abbondanza, che la sua essenza è la ricchezza e che l’esistenza non crede nella povertà.
Osho

Arrivo in Puglia pochi giorni fa e mi ricordo immediatamente perchè amo tanto questa terra. è abbondanza. abbondanza di sorrisi, di storie, di sole, di cibi semplici e prelibati.

Sono stata coinvolta nuovamente da ComuniTazione in un progetto partecipato: come si può restituire lo spazio pubblico ai cittadini? Come creare forme di coinvolgimento dal basso, per far sì che la città torni ad essere bene comune? Come trasformare spazi degradati in angoli vissuti nella quotidianità dal quartiere?

Il percorso è lento e dolce, è nella costruzione di fiducia con gli abitanti, è chiedere disponibilità per organizzare una festa di quartiere e ritrovarsi ad ascoltare storie di bambini che scoprono tombe greche. Il tutto generosamente contornato di dolcetti e taralli, ovviamente.

E allo stesso tempo andare per il quartiere  e vederne le bellezze, scoprirne i balconi colorati, i tanti tipi di fiori che nascono spontanei anche nell’abbandono, e tanto, tanto amore! C’è una ricchezza sottile, che si scopre solo con delicata attenzione, con l’ascolto, stando apert* a ciò che sta intorno a noi, senza pregiudizio.

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Dalle chiacchiere tra un caffè e un altro trapela sempre una voglia immensa di condividere, di fare, di mettere a servizio della comunità più ampia i propri talenti; ed è sempre presente anche la paura di uscire dal proprio guscio sicuro, la sfiducia nelle istituzioni, un senso di inadeguatezza e sconforto nei confronti del futuro. Allora abbiamo organizzato un pomeriggio dove ognun* aveva l’occasione di mettere in mostra quel che sa fare: a volte si pensa di aver poco o niente, e invece quante risorse sono spuntate come funghi!

Alla Festa dei Talenti c’era chi insegnava a fare orecchiette e tagliatelle, chi la lisciva, chi essiccatoi con canne di bambù; chi suonava, chi ballava, chi friggeva panzerotti, e chi mangiava le meravigliose torte portate dalle mamme e dalle nonne del quartiere. Direi che il mio talento, oltre truccare bambin*, è stato sopravvivere alle quantità di cibo cegliesi!

Nei prossimi giorni progetteremo con il quartiere uno spazio abbandonato da anni, per trovare una strada per restituirlo al quartiere.

Questo è l’inizio di un nuovo modo di progettare la città, un’architettura politica in cui ognun* si prende un pezzetto di responsabilità nella riuscita della ‘festa’, in cui si fa di ogni risorsa un dono prezioso, guardando l’abbondanza piuttosto che la scarsità.

ecco un piccolo video della Festa dei Talenti!!

Riflessioni dal Worldwork

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Wake up!!

Svegliamoci!

Dieci minuti al giorno di consapevolezza, anche mentre siamo in bagno!!

Dieci minuti al giorno, e cambieremo il mondo.

Arny Mindell durante il Worldwork

Durante il Worldwork 2014 a Varsavia abbiamo parlato di politica, dei molti modi di fare politica. Scendendo in piazza, facendo la spesa, facendo l’amore, nelle relazioni che intessiamo.

Abbiamo affrontato il dolore che deriva dalla storia, la vergogna e la rabbia che le generazioni si portano dentro: una Polonia oppressa da russi e tedeschi, il senso di impotenza dell’Ucraina, il fantasma degli Stati Uniti sempre presente, il desiderio di risorgere della Grecia, le caste in India, i grandi dittatori che hanno scritto la storia del XX secolo, Stalin, Hitler, Franco… e abbiamo cercato di vedere quelle parti dittatoriali dentro di noi, abbiamo preso coscienza di quanto sia facile ripetere gli schemi del passato senza questa consapevolezza.

L’omofobia, il razzismo, la discriminazione di genere e di età, l’abuso sui bambini, la violenza segreta vissuta quotidianamente in famiglia, le difficoltà relazionali tra uomini e donne, l’oppresso che diventa oppressore, la ciclicità della violenza attraverso la vendetta, lo sfruttamento delle risorse ambientali da parte dei paesi ‘ricchi’: abbiamo visto come i temi sociali sono legati a quelli politici, a quelli economici e a quelli ambientali, e che non si può risolvere un problema senza prendere in considerazione anche tutti gli altri.

I vari livelli dei problemi sono interconnessi, perciò risolvendone uno senza prendere in considerazione tutti gli altri raramente produce effetti a lungo termine.

Le vostre esperienze interiori, i vostri rapporti e il vostro futuro sono collegati all’economia, ai crimini, alle droghe, al razzismo e al sessismo non solo del vostro gruppo etnico o della vostra realtà locale, ma di tutti i gruppi etnici della vostra realtà immediatamente più ampia.

Ciò significa che lavorare ad un qualunque problema significa lavorare all’intera storia della specie umana. Poiché il Worldwork lavora con l’atmosfera e con il campo di un gruppo, oltre che con gli individui e il loro ruolo nelle organizzazioni, non affronta i problemi in modo lineare, uno alla volta. Affronta tutti i problemi del mondo simultaneamente.

Arnold Mindell, ‘Essere nel Fuoco’

E dietro a tutti questi temi globali, che tanti paesi toccano, ci sono tante voci che vogliono essere ascoltate, tant* bambin* che vogliono essere vist*, ci sono storie che non possono rinunciare a raccontarsi,  i sentimenti, i sogni e le aspettative per un futuro diverso per le/i nostr* figl*.

Ed è soprattutto negli asili e nelle scuole, secondo Arny, che si può influenzare la politica: insegnando ai bambini come usare il proprio potere, senza delegarlo e proiettarlo in qualcosa fuori di loro, senza abusarne, comprendendo insieme che ci sono molti modi per affrontare i conflitti.

Più le/i nostr* figli* cresceranno consapevoli del loro rango e del loro potere, meno dittatori/dittatrici avremo nel mondo.

arny e amy mindell

Arny ed Amy Mindell giocano con i bambini durante la celebrazione finale del Worldwork.

worldwork

Ogni giorno oltre 500 persone si riunivano nella biblioteca universitaria di Varsavia per discutere, attraverso la filosofia della Deep Democracy, di temi legati a politica, economia, aspetti sociali di questioni globali.